Numerosi migranti non riescono a lavorare nel proprio settore perché il diploma non viene riconosciuto. Diplomi invalidi costringono molti laureati a mansioni semplici, lontane dalle proprie competenze professionali.

Molti presentano domanda per esercitare il loro mestiere, ma spesso il titolo risulta non valido.

L’impossibilità di valorizzare le competenze limita l’integrazione sociale e comporta una perdita mondiale di talenti. Oltre a difficoltà economiche, i migranti affrontano anche disagio psicologico, sentendosi sottovalutati nel nuovo Paese.

Diplomi o certificati riconosciuti solo parzialmente impediscono ai lavoratori qualificati di esprimere appieno il loro potenziale. Gli esperti chiedono cooperazione internazionale per semplificare il riconoscimento dei titoli e delle qualifiche professionali.