A Bruxelles il bilancio federale entra in crisi, rivelando tutta la sua natura profondamente politica. Inflazione in risalita: in ottobre supera il cinque per cento, più alta rispetto a settembre scorso.

Senza energia, l'inflazione si ferma al due virgola sei per cento, mostrando cause energetiche.

Il debito pubblico nel duemilaventicinque raggiungerà seicentonovantadue miliardi, pari al centootto percento. Nel duemilaventisei si prospetta un ulteriore aumento della percentuale, superando la soglia europea.

Il governo discute tagli, mentre il Fondo Monetario Internazionale e OECD chiedono consolidamento urgente. Il re rifiuta le dimissioni del premier; cresce la pressione dei mercati e delle istituzioni finanziarie.